Tavola rotonda "Quale mondializzazione? Uniformizzazione o ibridazione?"
18 aprile, ore 17
Aula Magna dell'Università degli Studi di Torino
Nell'ambito della manifestazione "Uni(di)versité, nuovi incontri italiani con il pensiero francese"
Intervengono:Jean-François Bayart, Serge Gruzinski, Roberto De Battistini e Luigi Bonanate
In collaborazione con le Facoltà di Scienze Politiche e di Economia dell'Università degli Studi di Torino
Jean-Francois Bayart, in passato direttore del C.E.R.I. (Centre d’Études et de Recherches Internationales), e' attualmente direttore di ricerca al C.N.R.S. e professore presso l’Institut d’Études Politiques di Parigi. Autore di un saggio intitolato "Le gouvernement du monde. Une critique politique de la globalisation" (Fayard, 2004), Jean-Francois Bayart ha proposto nel corso del suo intervento una visione radicalmente nuova della globalizzazione, in contrasto con le teorie neo-liberali o altermondialiste. La "globalizzazione", sinonimo di "mondializzazione", e' quindi per lui una dimensione costitutiva del nostro vivere sociale, mentre lo Stato-nazione ne e' il risultato e non la vittima.
Roberto De Battistini, professore presso l'Università di Torino, ha in seguito analizzato gli aspetti economici della globalizzazione, che lui stesso ha definito come un processo derivante dall'economia di mercato, il quale non ha incontrato fino a oggi alternative. Viene offerta una spiegazione su come la globalizzazione, dal punto di vista economico, si sia sviluppata gradualmente e in modo imperfetto, come ne e' la prova il moltiplicarsi delle crisi economiche che hanno investito numerose nazioni negli ultimi due decenni, successivamente alla liberalizzazione dei capitali. Argomento questo che pone il quesito della regolamentazione della globalizzazione da parte di organismi quali l'F.M.I., il W.T.O. o la Banca Mondiale.
Serge Gruzinski, direttore di ricerca presso il C.N.R.S. e l'École des Hautes Études en Sciences Sociales, ha invece preso in considerazione la questione delle due facce della mondializzazione, l'occidentalizzazione e la globalizzazione. Storico dei secoli XV-XVII e autore di "Quatres parties du monde. Histoire d'une mondialisation" (Editions Herve' de la Martiniere, 2004), partendo dal modello di mondializzazione messo in pratica dalla Monarchia Cattolica di Filippo II, con la dominazione politica della Spagna e la diffusione universale dell'aristotelismo e del cattolicesimo, arriva a distinguere l'occidentalizzazione dalla globalizzazione: la prima consiste nell'esportazione di idee e pratiche europee sfociante in reazioni di rigetto o di ibridazione, mentre la seconda viene definita come la dilatazione endogena degli spazi europei senza alcun legame con le realtà locali.
Infine, Luigi Bonanate, professore presso l'Università di Torino, ha preso in considerazione gli effetti della globalizzazione nell'ambito delle relazioni internazionali. A suo avviso, la globalizzazione ha certamente unificato il mondo, ma allo stesso tempo lo ha reso più anarchico, permettendo in tal modo al potere militare di occupare nuovamente una posizione di massimo rilievo. Quindi non si sono verificati quegli effetti che si speravano ed e' cresciuto il rischio di assistere a un cambiamento degli standard democratici. Possiamo constatare come la globalizzazione non abbia dato vita a nuove gerarchie, osservazione questa che rende necessario un approfondimento del concetto di "società civile internazionale".
Centre Culturel Français
Via Pomba, 23
10123 Torino
Tel: 011.515.75.32
coopling@turin-centreculturelfrancais.it
Tavola rotonda "Quale mondializzazione? Uniformizzazione o ibridazione?"
18 aprile, ore 17
Aula Magna dell'Università degli Studi di Torino
Nell'ambito della manifestazione "Uni(di)versité, nuovi incontri italiani con il pensiero francese"
Intervengono:Jean-François Bayart, Serge Gruzinski, Roberto De Battistini e Luigi Bonanate
In collaborazione con le Facoltà di Scienze Politiche e di Economia dell'Università degli Studi di Torino
Jean-Francois Bayart, in passato direttore del C.E.R.I. (Centre d’Études et de Recherches Internationales), e' attualmente direttore di ricerca al C.N.R.S. e professore presso l’Institut d’Études Politiques di Parigi. Autore di un saggio intitolato "Le gouvernement du monde. Une critique politique de la globalisation" (Fayard, 2004), Jean-Francois Bayart ha proposto nel corso del suo intervento una visione radicalmente nuova della globalizzazione, in contrasto con le teorie neo-liberali o altermondialiste. La "globalizzazione", sinonimo di "mondializzazione", e' quindi per lui una dimensione costitutiva del nostro vivere sociale, mentre lo Stato-nazione ne e' il risultato e non la vittima.
Roberto De Battistini, professore presso l'Università di Torino, ha in seguito analizzato gli aspetti economici della globalizzazione, che lui stesso ha definito come un processo derivante dall'economia di mercato, il quale non ha incontrato fino a oggi alternative. Viene offerta una spiegazione su come la globalizzazione, dal punto di vista economico, si sia sviluppata gradualmente e in modo imperfetto, come ne e' la prova il moltiplicarsi delle crisi economiche che hanno investito numerose nazioni negli ultimi due decenni, successivamente alla liberalizzazione dei capitali. Argomento questo che pone il quesito della regolamentazione della globalizzazione da parte di organismi quali l'F.M.I., il W.T.O. o la Banca Mondiale.
Serge Gruzinski, direttore di ricerca presso il C.N.R.S. e l'École des Hautes Études en Sciences Sociales, ha invece preso in considerazione la questione delle due facce della mondializzazione, l'occidentalizzazione e la globalizzazione. Storico dei secoli XV-XVII e autore di "Quatres parties du monde. Histoire d'une mondialisation" (Editions Herve' de la Martiniere, 2004), partendo dal modello di mondializzazione messo in pratica dalla Monarchia Cattolica di Filippo II, con la dominazione politica della Spagna e la diffusione universale dell'aristotelismo e del cattolicesimo, arriva a distinguere l'occidentalizzazione dalla globalizzazione: la prima consiste nell'esportazione di idee e pratiche europee sfociante in reazioni di rigetto o di ibridazione, mentre la seconda viene definita come la dilatazione endogena degli spazi europei senza alcun legame con le realtà locali.
Infine, Luigi Bonanate, professore presso l'Università di Torino, ha preso in considerazione gli effetti della globalizzazione nell'ambito delle relazioni internazionali. A suo avviso, la globalizzazione ha certamente unificato il mondo, ma allo stesso tempo lo ha reso più anarchico, permettendo in tal modo al potere militare di occupare nuovamente una posizione di massimo rilievo. Quindi non si sono verificati quegli effetti che si speravano ed e' cresciuto il rischio di assistere a un cambiamento degli standard democratici. Possiamo constatare come la globalizzazione non abbia dato vita a nuove gerarchie, osservazione questa che rende necessario un approfondimento del concetto di "società civile internazionale".
Centre Culturel Français
Via Pomba, 23
10123 Torino
Tel: 011.515.75.32
coopling@turin-centreculturelfrancais.it